“Total seriality would mean absolute conformity in lifestyle, and the restriction of all personal liberty and freedom of association.” G. C. Argan

This exhibition is the result of a linear process of expression, inspired by the thoughts of Giulio Carlo Argan and interpreted by twelve artists on twelve scale prototype desks, designed by Luca Scacchetti and produced by Tecno. The aesthetic-linguistic values of three mockups were transferred directly to the table “object”, transforming its original condition and creating or revealing uniqueness through creative personalisation.
This experimental process was based on an examination of different possible solutions suggested by the complex linguistic-visual cross-contamination that is intrinsic to the nature of artistic creation. Three lines of interpretation – decoration, creativity within functionality, and transformation – generated a collection of “unique works”, all based on an industrial product, yet all original and unrepeatable.
“Decoration” is defined as the chromatic, polymateric or other enrichment of the desk’s plane and linear surfaces, without any modification of the original functionality. The decorative works of Debora Fella, Federico Unia, Mauro de Carli and Giuseppe De Siati are all aesthetic personalisations of the horizontal and vertical surfaces.
The term “creativity within functionality” refers to an expressive work that respects the original desk function for a limited area of the top but is far more invasive and aggressive in its modification of horizontal and vertical plane surfaces. The creations of Maddalena Lusso, Ilaria Forlini, Chen Gong, Giulio Pace, Chicco Sabbatella and Viola Ceribelli all fall into this category.
“Transformation” is a plastic modification that brings the original design into the realm of art.
Making no reference to the original function, transformation focuses entirely on artistic creativity.
The works of Alberto Gianfreda and Emiliano Rubinacci are of this type.
Each of the twelve creations, presented as a collection of designs in typical studio prototype tradition, is complemented by an expressive work by the artist concerned.
Though the artists belong to different generations and even different linguistic and expressive cultures, they all attend the creative workshops of the Brera Academy of Fine Arts. In this they confirm the ideas of art historian Giulio Carlo Argan, who described in 1992 the contribution of contemporary artists to the design culture and philosophy of Tecno: “There are good reasons to believe that today, painters and sculptors can make a more radical contribution to the field of design than architects, precisely because their interest is focused primarily on visuality rather than on structure.” Artists of the calibre of Lucio Fontana, Man Ray, Agenore Fabbri, Getullio Alviani, Luigi Veronesi, Jeffrey Still, Arnaldo Pomodoro and Francois Morellet have all collaborated with Tecno in the past.
We believe that this exhibition validates these perceptive insights, which have been marked by the brief season of Radical Architecture. The will to apply them is certainly discernable in Tecno’s quest for a new direction which is open to vital contributions from creative artists. This collection contains various examples of how an industrial product can be personalised, decoratively manipulated or re-worked, but all are characterised by an active evaluation of the product itself, and are intended to add to it and not detract from it, to enhance and not destroy.
This is certainly the philosophy behind the desk designed by Scacchetti for Tecno: in its “useful functions” we can perceive a clear return to meaningful, personal aesthetics and to the experiences of a true House of Art.

“La serialità totale sarebbe la conformità generale dei modi di vita, la privatizzazione di ogni libertà dell’individuo e del gruppo” G.C.Argan

La natura dell’evento espositivo è frutto di un processo espressivo lineare, re-interprete del pensiero di Giulio Carlo Argan, condotto in via sperimentale da dodici artisti su altrettanti prototipi di scrivanie in scala, prodotte da Tecno e disegnate da Luca Scacchetti; i valori estetico-linguistici di tre maquette sono stati trasferiti direttamente sull’oggetto tavolo reale, operandone una trasformazione dello stato originario, raggiungendo e/o recuperando, attraverso una personalizzazione creativa, il valore dell’unicità.
Questo processo sperimentale si basa sul tentativo di verificare le possibili soluzioni diverse, frutto di una articolata forma di contaminazione multilinguistico-visiva, risultato dell’azione creativa dell’arte; attraverso tre linee di interpretazione – funzione decorativa, azione creativa che rispetta la funzionalità, intervento di trasformazione del manufatto – è nata una Collezione di ‘pezzi unici’, che sulla base di una produzione industriale, risulta inedita e irripetibile.
Per ‘funzione decorativa’ si è inteso un intervento di arricchimento cromatico, polimaterico ed altro condotto sulle superfici piane e lineari della scrivania, ma che rispetti interamente la funzionalità del manufatto. L’intervento pittorico di Debora Fella,Federico Unia, Mauro de Carli , Giuseppe De Siati,ha prodotto una personalizzazione estetica dei due piani, orizzonatle e verticale.
Per ‘azione creativa che rispetta la funzionalità’ si è inteso un intervento espressivo che, pur rispettando la funzione del tavolo attraverso uno porzione limitata del piano lavoro, risulti molto più invasiva, aggressiva sulle superfici piane, sia orizzontali che verticali. In questo ambito si colloca l’azione di Maddalena Lusso, Ilaria Forlini, Chen Gong, Giulio Pace, Chicco Sabbatella e Viola Ceribelli.
Per ‘intervento di trasformazione del manufatto’ si intende una trasformazione del manufatto attraverso la ‘plastica’, attraverso forme che riconducano l’oggetto di design nell’area dell’arte, quindi in autonomia rispetto alla funzione d’uso ma riconducendo alla centralità della funzione artistica. In questo ambito si collocano le soluzioni di Alberto Gianfreda e di Emiliano Rubinacci.
Le dodici maquette, racchiuse in forma di Collezione di progetti, secondo la stessa tradizione del prototipo da studio, sono affiancate da dodici opere rappresentative dell’attività espressiva di ogni singolo artista.
Gli artisti, pur appartenendo a generazioni diverse e caratterizzandosi per autonomi sistemi espressivo-linguistici, hanno in comune l’appartenenza al laboratorio creativo dell’Accademia di Brera ed in questa sede rappresentano un’ulteriore conferma delle indicazioni di Giulio Carlo Argan; lo storico dell’arte segnalava nel 1992 il valore del contributo dato dagli artisti contemporanei nella definizione della cultura progettuale e quindi nella filosofia del Gruppo Tecno: “Vi sono motivi per pensare che oggi,nel campo del design,pittori e scultori possano rappresentare una punta avanzata rispetto agli stessi architetti, perché i loro interessi sono più mirati alla visualità che alla struttura dell’immagine”. Nella storia di Tecno si colloca la presenza di Lucio Fontana, Man Ray, Agenore Fabbri, Getullio Alviani, Luigi Veronesi, Jeffrey Still, Arnaldo Pomodoro,Francois
Morellet.
Riteniamo in questa sede espositiva ed editoriale di aver visto la riconferma di quelle indicazioni preziose, solcate dalla breve stagione dell’Architettura Radicale, e la loro applicativa riaffermazione nella volontà di ricerca di una nuova stagione di Tecno aperta al contributo vitale della creatività dell’arte. La personalizzazione del manufatto industriale, la sua manipolazione decorativa, le soluzioni di rielaborazione, sono passaggi che in questa Collezione rileviamo, ma che di fatto includono anche la verifica attiva del prodotto stesso, aggiungono e non tolgono, accrescono non cancellano.
Lungo questa strada, emblematizzata nella scrivania di Scacchetti per Tecno, siamo in grado di vedere all’interno delle ‘funzioni d’uso ‘ la riattivazione della fruizione individuale sensibile e con essa l’esperienza di una Casa dell’Arte.

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