Rachele Frison, Arianna De Stefani, Ascanio Ciardulli, Elisa Schiavina, Mario Cerrone, Giacomo Giori, Alfredo Romio, Lucrezia Zaffarano, Gabriele Artusio, Simone Russo, Giulia Moretti, Ottavio Mangiarini, Sasha Toli, Anna Botticini, Caterina Dondi, Riccardo Morandi.
by Andrea B. Del Guercio
When the gaze sweeps across the vast Baroque pictorial culture that has entirely frescoed the succession of spaces, inhabiting every available space with the most extreme principle of creative freedom, allowing color to intensely experience that “pleasure” that lies in its most authentic and irrepressible nature, in architecture and landscape, in pomp and richness, where beauty, carried on the wings of angels, gives itself without limitations—erasing every tragedy of every season—becoming an experiential process of the most intimate aesthetic sensibility.
In this context where “pleasure” and “beauty” are welded together, contemporary painting learns the full value of that lightness that, similar to a “gust of wind,” impresses on the expanse of the canvas pursued by the brush, frees the watercolor along the delicate edges of the paper; The spatial development of the fresco in the development of the architecture is matched by the breaking of the rigidity of the frame in the unstable articulation of the ‘Screens’, now installed in the large music rooms, now in the intimacy of an alcove… then again the freedom of the work that plays out from above in the ‘Stendardi’ when, with a sudden change of climate, the opening of a window destabilizes the structure… and finally our own imagination intervenes to imagine the presence of new ‘Tapestrys’.
A completely new exhibition, born from the free creativity of contemporary art, conducted and created by creatives who have accepted the challenge of engaging with the history of art and architecture, of encountering those extraordinary testimonies that are still present, never erased by the succession of styles and aesthetic ideologies, in the DNA of every artist. From the preparatory studies to the paper sketches, the models essential to understanding proportions and stability, and finally the tapestries with the banners and screens, the fruit of that personal expressive imagination that has combined and transferred a personal linguistic culture into that original ‘artifact’ capable of immediately finding a place in Palazzo Arese Borromeo and from there in each of our homes, because we are certain that “beauty will save the world.”

"ARAZZI, STENDARDI, PARAVENTI"
Un vento di libertà anima la pittura.
Quando lo sguardo percorre l’immensa cultura pittorica barocca che ha interamente affrescato la successione degli ambienti, andando ad abitare ogni suo spazio disponibile con il più estremo principio di libertà creativa, permettendo al colore di vivere intensamente quel ‘piacere’ che è nella sua più autentica ed irrefrenabile natura, nelle architetture e nel paesaggio, nello sfarzo e nella ricchezza, dove la bellezza, portata sulle ali degli angeli, si dona senza limitazioni – cancellando ogni tragedia di ogni stagione – diventando processo esperienziale della più intima sensibilità estetica.
In questo contesto in cui il ‘piacere’ e la ‘bellezza’ si saldano, la pittura contemporanea apprende tutto il valore di quella leggerezza che simile ad un ‘colpo di vento ’, imprime all’estensione della tela inseguita dal pennello, libera l’acquerello lungo le delicatezze della carta; allo sviluppo spaziale dell’affresco nello sviluppo dell’architettura, risponde lo spezzarsi delle rigidità del telaio nell’articolazione instabile dei ‘Paraventi’, ora installati negli ampi saloni della musica ora nell’intimità di un’alcova… poi ancora la libertà dell’opera che giostra dall’alto negli ‘Stendardi’ quando, all’improvviso cambio di clima, l’apertura di una finestra ne destabilizza l’impianto…ed infine interviene la nostra stessa fantasia ad immaginare la presenza di nuovi ‘Arazzi’.
Un’esposizione completamente inedita, nata sulla base della libera creatività dell’arte contemporanea condotta e realizzata da creativi che hanno accettato la scommessa del confronto con la Storia dell’Arte e dell’Architettura, di incontro con quelle testimonianze straordinarie che sono ancora presenti, mai cancellate dalla successione degli stili e delle ideologie estetiche, nel DNA di ogni artista. Dagli studi preparatori ai bozzetti su carta, le maquette indispensabili a capire le proporzioni e la stabilità ed in fine gli arazzi con gli stendardi e i paraventi frutto del lavoro di quella personale fantasia espressiva che ha saputo coniugare e trasferire una personale cultura linguistica in quel ‘manufatto’ originale in grado di trovare immediatamente posto in Palazzo Arese Borromeo e da questo in ogniuna delle nostre abitazioni perché siamo certi che “La bellezza salverà il mondo”.







