MUSE – Lo sguardo dell’arte (PDF)

MUSE – Lo sguardo dell’arte (PDF)

di Andrea B. Del Guercio

Caleidoscopio della memoria

Di fronte al titolo di un evento espositivo “Lo sguardo delle Muse in cui trovo raccolte un ricco apparato di immagini predisposte da autori ed autrici che lungo diverse stagioni ho conosciuto, approfondito ed in questa fase specifica scoperto… trascrivo con questa ‘pagina di riflessione’

la conduzione del mio pensiero, in cui la dimensione complessa e ormai ricca – cioè ormai quasi piena – del ‘ricordo’ prende il sopravvento. Stimolato dalla vivacità preziosa e dall’eccellenza dei ruoli che le figlie di Zeus e di Mnemosine rappresentano nella nostra storia, il mio sguardo si è trovato inizialmente di fronte a un bivio obbligando la trascrizione a condurre un doppio percorso di andata/ritorno tra generazioni con ruoli diversi, posti su due linee parallele, sempre pronte ad intersecarsi, lungo i decenni della mia vita. Sono volti di donne, di età diverse e con storie consolidate mentre la maggioranza si sarebbero dovute ancora ‘realizzare; sono figure note, spesso mitiche nel sistema dell’arte e comunque fondamentali per chi scrive, circondate da un altissimo numero di studentesse conosciute lungo il breve tempo di un Corso di Storia dell’Arte oppure attrici

di sperimentali avventure editoriali ed espositive. Non
ritengo questi due ambiti separati ma sempre riconducibili ad un sistema di relazioni che definisco da tempo e in più occasioni ‘caleidoscopico’ in corrispondenza con quello stesso valore su cui si fonda, oggi come ieri, il ‘patrimonio’ dell’arte e della cultura visiva; una contaminazione costante e quotidiana in cui un volto a me familiare e un’opera si moltiplicano dalla mia personale percezione a quella degli studenti in aula a Brera; una fitta rete di relazioni scorrono, dando vita ad un un unico flusso ‘narrativo’, tra la sfera privata – che di fatto perde presto questa determinazione
– e quella ‘collettiva’, non solo accademica ma allargata e propulsiva di nuovi processi. Il processo di ‘ribaltamento’ tra autore noto e giovane artista, il rispecchiamento dell’uno con l’altro e l’integrazione tra generazioni che solo tecniche e stili permettono di vedere diverse, rappresentano un’esperienza

intellettuale tra le più interessanti e utili per raccogliere ed acquisire l’effettiva ricchezza dei processi di percezione dell’arte; un processo che si fonda sull’azzeramento del tempo-storico, limitando e riducendo le costanti ideologiche e le impostate estetiche, per acquisire una ‘diaristica’ condizione di contemporaneità. Così nel processo che porta a estrarre dal ricordo il volto a Firenze di Adriana Pincherle

– con la sua voce nasale e l’inflessione romana mai perduta – o di Carla Accardi – la cui comunicazione sintetica rilevava attenti processi analitici del pensiero immersi in un clima di costante ironia – si inserisce l’infinita successione di sguardi delle mie giovani studentesse-artiste, a cui fanno seguito di nuovo Titina Maselli – bellissima, affascinantissima, mossa da una volontà comunicativa straordinaria – e Dadamaino

– severa, amara, arrabbiata e straordinaria comunicatrice di idee e di pensieri -, poi ancora e di nuovo i volti di chi appartiene alle Scuole di Pittura e di Scultura, di Grafica e di Scenografia nelle aule di Brera dove ci incontriamo con Angela Occhipinti – incredibile propulsiva e instancabilevolontà espressiva e Renata Boero – prima riservata e raccolta poi in grado di svelare un patrimonio stratificato
di emozioni -, ma anche di autrici, numerosissime che ho incontrato e con cui mi confronto da anni e che conoscerò già domani, magari ritrovando ex studentesse, oggi con

il proprio patrimonio di ricerca…Non potrei nominare così tanti volti ma sicuramente scelgo di ‘mischiare’ le carte d’identità-le opere mettendo in evidenza ancora una
volta la dimensione contaminante dell’attività espressiva tra quelle appartenenti alla coagulazione della storia con quelle che ho sistematicamente ‘letto’ e ‘giudicato’ ancora in fase progettuale… ed è di straordinaria importanza scoprire come nella progressione delle stagioni la presenza femminile dell’arte si sia costantemente arricchita andando a caratterizzare non solo il sistema dell’arte con la loro presenza ma anche a ‘penetrare’ in profondità nel tessuto sociale, fornendo un humus ricco, forse poco noto ma diffuso in grado di rinnovare dall’interno l’esperienzasensibile delle nuove generazioni.

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