Sguardi – Blicke (PDF) 2021

Sguardi – Blicke (PDF)

L’intimità dell’arte e la sua presenza nella casa

di Andrea B.Del Guercio

In dialogo con Rebecca Chiusa (Curatrice), Arianna De Stefani (Artista) Alfredo Romio (Ar- tista) e Luming Zhang (Artista e Curatrice).

“Sguardi, dall’interno dell’Accademia di Brera”…è il titolo che sintetizza perfettamente il clima emozionale in cui nasce questo programma espositivo ed editoriale itineran- te in Europa; “Sguardi, dall’interno dell’Accademia di Brera “ coglie esemplarmente e integra tra di loro – lo sguardo e l’opera – due distinti spunti utili a comprenderne la dimensione e il valore, rendendola indipendente e inedita rispetto al passato.

Viene meno l’intonazione aggressiva e perde significato la lucidità esasperata, intenzioni che determinavano nel passato esperienze e tendenze espressive fondate sul principio di “Osservazione”, tese a constatare l”Affermazione”, pilotate sulla “Manifestazione”. Scegliendo nel presente “Sguardi” si intende attribuire ai contenuti del giudizio critico e pilotare la percezione verso l’area della ‘riservatezza’, verso quell’area del pensiero che non si accanisce sull’esistente, prediligendo lo scorre del vedere privo dell’accanimen- to, di un soffermarsi indagatore, in cui la vista dell’artista opera in posizione di ‘taglio’ e quello del ‘lettore’ ‘trasversale’, entrambi senza obbligo di ‘stazionamento’.

Qual è il senso di questo ‘affaccio’ se non l’azione tutta dipendente dalla dimensione ‘intima’ da cui tutto prende origine, frutto di un clima linguistico determinato dalla ri- servatezza, al cui solo interno tutto sembra nascere, in cui l’azione creativa si sviluppa per ‘ribaltamento’ su se stessa. Uno ‘Sguardo’ rivelatore, presso le nuove generazioni, della tendenza dedicata ad una cultura dell’arte che ha scelto la strada dell’intimità dei sentimenti, delle emozioni trattenute, in cui la realtà si riconosce in forma priva- ta. Abbandonando l’urlo, la stessa disperazione e l’atto di violenza subito o inferto, si afferma lo sguardo radente del giovane artista, teso alla riflessione nella propria area personale, senza dipendere da altri se non dal proprio sentimento. Anche la dimen- sione sessuale, che per eccellenza, come quella politica ed ecologista, si manifestava attraverso l’estensione del grido sottolineato e della protesta, attraverso l’affermazione linguistica dell’immagine e presente anche nei processi analitici, ha lasciato il posto ad un processo che ri-guarda, ri-osserva propositivamente, la dimensione del rispetto…in cui l’opera, abbandonato il ‘fuori’, è il frutto del ‘dentro’, sostituendo il riposo all’azione, prediligendo la decantazione all’esplosione, la stratificazione alla novità senza storia. Il caleidoscopio volge la sua attenzione all’interno del libro spaginando testi e imma- gini, punta il suo obiettivo verso il soggetto interiore rileggendo i classici e scoprendo gli anonimi … prediligendo gesti pittorici calmi e centellinati insieme a riprese lente, optando per il tono di una ‘voce bassa’ e per i sottotitoli, rispetto al ‘tradimento’ del dop- piaggio, per ascoltare la ‘verità’. Nessun pessimismo né disperazione, ma produzione di una Collezione frutto di ‘sguardi’ a cui il fruitore saprà partecipare condividendo il clima di riservatezza in cui sentirà di essere stato accolto.

Rebecca Chiusa:

La mostra riguarda degli studenti scelti di Brera, perché crede che sia importante avviare un’opera di promozione e lancio di giovani artisti specificatamente accademici?

Andrea B. Del Guercio:
Quando si assume un diverso punto di osservazione, sia nella geografia nazionale che in quella internazionale, possiamo constatare la presenza, all’interno delle diverse fa- sce generazionali dell’arte contemporanea, di un patrimonio costantemente in grado di elaborare e arricchire se stesso, di predisporre la propria dimensione qualitativa inte- ragendo sulla più ampia estensione del territorio della ricerca e della comunicazione; non si tratta di processi creativi emarginati rispetto al sistema globale o implosi su canoni scontati, ma in grado di trovare al proprio interno il terreno di elaborazione, in grado di auto-proteggersi e di auto-immunizzarsi, di stringere relazioni con i valori e i contenuti della contemporaneità. A questo patrimonio esteso, in costante rinnovamento e arricchimento, si deve poter rivolgere il nuovo collezionismo; un’area di fruizione in gran parte nuova, per diverse ragioni poco coinvolta nel sistema di spettacolarizzazio- ne, poco interessata all’evento collettivo, al congestionamento delle emozioni e degli interessi unilateralmente condivisi. Solo un collezionista realmente partecipe perché indipendente è in grado di rapportarsi alla fruizione dell’opera d’arte, alle diverse fasi di confronto e di compenetrazione, sia analitica che emozionale. Solo un’opera nata da un alto tasso di indipendenza del suo autore, disgiunto dai canoni estetici indotti e predeterminati da un sistema programmato e prevedibile, si rivela, pur con i suoi limiti e con le sue specificità tematiche e tecniche, aperta alla sconfinamento percettivo, alla frequentazione individuale, in quel costante rinnovamento e in quella trasformazione del sentire proprio della condizione mobile dello spirito umano.

Arianna De Stefani:

Il lungo periodo di pandemia che ci ha costretti in casa, ci ha fatto vivere momenti di grande sof- ferenza…mai stati così lontani, eppure in nessun caso così connessi. Funamboli del nostro tempo siamo i giovani d’oggi. La mostra tra Milano e Francoforte, due importanti ‘piazze finanziarie’, è il cuore di una ragnatela tessuta meticolosamente tra varie città d’Europa: Il nostro gruppo di ‘vian- danti’ è pronta ad esporre il contemporaneo ma in che modo il mercato dell’arte saprà accoglierci?

Andrea B.Del Guercio:
L’attenzione al lavoro dei giovani, prende spunto da due fattori che si uniscono: l’inte- resse diretto personale e immediato, dettato solo dal piacere della scoperta, e il basso costo di acquisto che riduce drasticamente il rischio d’investimento, comunque rivalu- tato dal ‘piacere’ estetico personale.

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Perché si attui la scelta di collezionare giovani, è necessario costruire un nuovo canale di comunicazione e di distribuzione in merito ad un precedente lavoro di ‘selezione’ e di registrazione dei valori; l’estrazione di nuovi autori e le loro relative opere, suggerisce e impone quindi la necessità di un lavoro altamente specializzato svolto a monte in grado di intuire precocemente soluzioni interessanti, proiettate nel futuro. In parallelo, il colle- zionista si troverà nella rara e inedita condizione di anticipare lo stesso mercato dell’arte.

Luming Zhang:

Lei opera in collegamento con Artisti e Critici internazionali, suggerisce – con il Progetto Senza Confini – il superamento della dicotomia tra ‘occidente e oriente’ in materia artistica, ha suggerito relazioni anche sulla base del patrimonio antico per essere propositivo in fase contemporanea, sollecita l’attuazione di un Programma ‘Senza Confini’ a cui ho potuto par- tecipare…con quali obiettivi e dove vuole arrivare?

Andrea B.Del Guercio:
Il Circuito Europeo delle Accademie di Belle Arti, cosi come avviene per quello che coin- volge le otto Accademie Pubbliche in Cina, sono in grado di assolvere non solo al com- pito della didattica ma hanno dimostrato, sin dalle loro origini e lungo la loro storia in epoca moderna, di poter agire e penetrare nel tessuto sociale, di entrare nella dimen- sione estetica dell’habitat familiare, confermando il ‘pensiero’ di Fedor Dostoevskij “ La bellezza salverà il mondo”. La diffusione sul territorio di una rete produttiva per l’arte, dovrebbe scoprirsi anche rete distributiva, secondo il principio del ‘kilometro zero’ per poi estendersi attraverso le connessioni web predisposte da ogni singola Accademia. Abbiamo anche con queste esposizioni dedicate alle nuove generazioni il compito di entrare nel mercato offrendo un ampio ventaglio di possibilità. L’ingresso nel mercato di grandi numeri a costi altamente accessibili può essere una straordinaria novità e sollecitare la nascita di un collezionismo profondamente rinnovato in cui i valori diffusi subiscono un netto riequilibrio.

Arianna De Stefani:

…quindi possiamo dire che ci stiamo muovendo come gruppo emergente. In che modo il sistema dell’arte si pone di fronte a queste situazioni e quanto questa mostra a Milano come a Francoforte avrà peso e valore?

Andrea B. Del Guercio:
L’obbiettivo che personalmente mi pongo è ‘politico’, cioè ripartire dal Collezionista, che non vuol dire dipendenza acritica dal ‘mercato’, avendo la certezza di avere un materiale ‘prezioso’ – il vostro – che non dove attendere, che dove essere solo esami- nato in assoluta libertà per poter essere immediatamente inserito nel tessuto dell’ha- bitat familiare. Nel momento in cui si riparte dall’acquisto di un’opera e dalla costitu- zione di una collezione contrassegnata da artisti giovani, posti nella fascia di età che

li vede ancora all’interno delle Accademie e nella prima fase di maturazione, si deve tener conto che molto difficilmente ci si debba rapportare al sistema di valutazione, tendenzialmente opinabile per la variazione dei dati coinvolti, e quindi di vendita del mercato, caratterizzato dalle quotazioni delle Aste. Un clima di sospetto riassunto da Francesco Micheli “…quando ci si avvicina al mercato dell’arte contemporanea, distinguere ciò che è arte vera da ciò che è evento legato a fatti di mondanità, frut- to di propaganda e messinscena accattivante” (in C.Borghi Acquilini Ediz Sperling & Kupfer 2013). L’evento propositivo è in grado di ‘incamminarsi con le sue sole gambe’ parafrasando l’inizio della stagione moderna rappresentata in “ Bonjour Monsieur” di Gustave Courbet.

Rebecca Chiusa:
2. Gli artisti presentano tutti differenti linguaggi, progetti e tecniche, come vengono col- limate in un unico evento artistico? Qual è il ruolo del critico? E quali saranno i cambia- menti tra Milano e Francoforte essendo due realtà espositive totalmente diverse?

Andrea B. Del Guercio:
Ti rispondo introducendo un riferimento fondamentale – Il valore emozionale – nella percezione dell’arte, sia nella sua redazione caleidoscopica, sia in fase espressiva e creativa che teorico- critica, per poi giungere alla fruizione.
Alla base di ogni forma di rapporto con l’arte, quindi anche l’attività critica e il colle- zionismo, risulta storicamente preminente il valore emozionale, ed anche nell’attuale stagione, seppur contrassegnata da una crescente quota di interesse all’investimento finanziario, la condizione del ‘piacere’ – che include l’auto riconoscibilità nella dimen- sione estetica dell’opera (tematica e formale) – rimane la componente preminente e più diffusa; questo orientamento deve determinare le modalità di rilancio per un’acces- sibilità allargata al sistema dell’arte, alla partecipazione e alla frequentazione dei siti dell’arte. Le strategie della Critica d’Arte e del Collezionista, devono includere anche oggi come in passato, la doppia natura di una ‘scelta’ in cui convive l’adesione emozio- nale al messaggio figurato con la percezione di aver colto nell’opera e nel suo autore, attraverso l’eccellenza della dimensione sensibile, il valore simbolico di una società, di una stagione storica, di una cultura collettiva. Le due componenti difficilmente si disgiungono ma nulla vieta che il piacere abbia un’assoluta preminenza, sullo stesso interessamento culturale, politico e filosofico, che insieme determinino la scelta e/o l’acquisto; non deve sfuggire la relazione con la strategia di ‘arricchimento estetico’ del proprio habitat culturale, in cui ogni tassello trova il suo spazio fino a definire l’unità predisposta da un puzzle. La casa è infatti il luogo prediletto di fruizione dell’arte, cosi come lo è per la lettura e lo studio, posta all’interno della dimensione arredativa, che da privata e familiare si allarga ad una ristretta socializzazione.

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Alfredo Romio:
Quindi all’interno di questo evento sia i giovani artisti che i critici compiono un’operazio- ne affidabile nonostante la loro inevitabile poca esperienza?

Andrea B.Del Guercio:
L’azione esperienziale per entrambi è assolutamente basilare perché offre la constata- zione pratica non solo dei problemi di base in un progetto espositivo ed editoriale, ma anche l’incontro con le infinite e imprevedibili sfumature di un processo che conduce l’opera a trovare la sua indipendenza ma anche presenza nel sistema dell’arte. Rima- ne strutturale per entrambi lo scambio di informazioni attraverso il tassello prioritario della ‘visita in studio’, cioè della conoscenza dei materiali dell’arte e degli strumenti del giudizio, dal cui confronto nasce quella solidità, quella credibilità percepibile sul piano esteso della fruizione.

Die Intimität der Kunst und ihre Präsenz im Haus

von Andrea B. Del Guercio

im Gespräch mit Rebecca Chiusa (Kuratorin), Arianna De Stefani (Künstlerin), Alfredo Romio (Künstler) und Luming Zhang (Künstler und Kurator)

Der Titel „Sguardi, dall‘interno dell‘Accademia di Brera“ („Blicke, aus dem Inneren der Akademie Brera“) fasst das emotionale Klima, in dem diese europäische Ausstellung und der dazugehörige Katalog entstanden sind, hervorragend zusammen; „Blicke, aus dem Inneren der Akademie Brera“ greift exemplarisch den Blick und die künstlerische Tätigkeit auf, zwei Aspekte, die miteinander verbunden die Dimension und die Bedeu- tung dieses unabhängigen und innovativen Projekts deutlich machen.

Während die Erfahrungen und Tendenzen in der Vergangenheit auf dem Prinzip der ,Be- obachtung‘ gründeten, auf Bestätigung des ,Erfolgs‘ abzielten und auf den ,Ausdruck‘ fokussiert waren, schwinden nun die aggressiven Töne, und die übertriebene Ratio- nalität verliert an Bedeutung. Der Begriff „Blicke“ im Titel dieses neuen Projekts soll den Inhalten kritisches Potential verleihen und die Wahrnehmung in einen Bereich der ,Zurückhaltung‘ lenken, in einen Bereich des Denkens, das nicht auf das Bestehende pocht, sondern ein offenes Sehen ohne Verbissenheit und den Gestus eines forschenden Verweilens bevorzugt. Hier tritt der Blick des Künstlers/der Künstlerin mit der Funktion des ‚Schnitts‘ auf, und der des ‚Lesers‘/der ‚Leserin‘ arbeitet in einer ‚transversalen‘ Richtung, beide ohne die Verpflichtung, sich festzulegen.

Was ist der Sinn dieses ‚Ausblicks‘, wenn nicht alle Tätigkeit von der ‚inneren‘ Dimension abhängt, von der alles ausgeht, Ergebnis einer von Zurückhaltung bestimmten sprach- lichen Atmosphäre, aus der heraus alles entstehen kann und in der sich schöpferische Kreativität durch Selbstreflexion entwickelt? Ein ‚Blick‘, der die Tendenz der neuen Ge- nerationen zu einer Kunst offenbart, die die Intimität der Gefühle sucht, die Emotionen zurückhaltend äußert und in der die Wirklichkeit als privat erkannt wird. Die jungen Künstler/innen lassen keinen Schrei ertönen und keine Verzweiflung angesichts erlit- tener oder zugefügter Gewalt erkennen, sondern eignen sich einen umherstreifenden Blick an, der auf die Reflexion im eigenen Umfeld zielt und dabei nicht vom fremden, sondern nur vom eigenen Gefühl geleitet ist. Selbst die sexuelle Dimension, die sich wie die politische par excellence durch die Betonung von Aufschrei und Protest, durch deren Verbildlichung zeigte und auch in den analytischen Prozessen enthalten war, ist einer Dimension des Respekts gewichen, einem Verfahren, bei dem das Werk das „Äu- ßere“ aufgibt und Frucht des „Inneren“ wird. Das Handeln wird durch Ruhe ersetzt, das Lob dem Ausbruch vorgezogen, die Schichtung der Innovation ohne Geschichte.

Der kaleidoskopische Blick wendet sich also dem Innern eines Buches zu und schlüs- selt Texte und Bilder auf, er richtet sich auf das Kernthema, liest Klassiker neu und entdeckt Unbekannte… bevorzugt ruhige und gemessene malerische Gesten, langsame

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Filmaufnahmen, eine ‚leise Stimme‘ und Untertitel anstelle von Synchronisation, um der ‚Wahrheit‘ zu lauschen. Nicht Pessimismus oder Verzweiflung, sondern Produktion einer Sammlung von Arbeiten, die durch „Blicke“ entstehen, an denen der/die Betrach- ter/in teilnehmen kann, indem er/sie die Atmosphäre der Zurückhaltung teilt und sich darin willkommen fühlt.

Rebecca Chiusa:

Die Ausstellung betrifft ausgewählte Studierende der Brera-Akademie. Warum denken Sie, dass es wichtig ist, ein Projekt zur Förderung und Lancierung von jungen Künstler/innen direkt aus dem akademischen Umfeld zu starten?

Andrea B. Del Guercio:
Wenn wir eine andere Perspektive einnehmen, sowohl im nationalen als auch im in- ternationalen Spektrum, können wir innerhalb der verschiedenen Generationen der zeitgenössischen Kunst ein Vermögen erkennen, das sich beständig weiterentwickelt und vergrößert und sein qualitatives Profil bestimmt, indem es das Territorium von For- schung und Kommunikation erweitert; es handelt sich nicht um schöpferische Prozes- se, die in Bezug auf das globale System marginalisiert werden oder in selbstverständli- chen Kanons ‚implodieren‘, sondern die in der Lage sind, in sich selbst die Bedingungen für eine Ausarbeitung zu finden, sich selbst zu schützen und zu immunisieren und ihr Verhältnis zu zeitgenössischen Werten und Inhalten auszubilden. Diesem enormen Po- tential, das in ständiger Erneuerung und Bereicherung begriffen ist, muss sich eine neue Sammeltätigkeit zuwenden; ein Bereich, der weitgehend neu ist, aus verschie- denen Gründen nicht im Mittelpunkt des öffentlichen Aufsehens steht und wenig am kollektiven Ereignis und an der Stagnation einseitig geteilter Emotionen und Interessen beteiligt ist. Nur Sammler/innen, die wirklich involviert, weil unabhängig sind, können am Kunstwerk und an allen seinen Phasen der analytischen sowie emotionalen Kon- frontation und Durchdringung teilnehmen. Nur das Werk eines hochgradig unabhängi- gen Kunstschaffenden, das frei ist von den ästhetischen Kanons eines programmierten und vorhersehbaren Systems, ist, trotz seiner Grenzen und seiner thematischen und technischen Besonderheiten, offen für eine erweiterte Wahrnehmung, eine individuelle Teilnahme an jener ständigen Erneuerung und an jenem emotionalen Wandel, die die Beweglichkeit des menschlichen Geistes kennzeichnen.

Arianna De Stefani:

Die lange Zeit der Pandemie, die uns im Haus festgehalten hat, hat uns Momente großen Leids erleben lassen… Nie waren wir so weit weg voneinander und doch so verbunden. Wir, die Jugend von heute, sind Seiltänzer unserer Zeit. Die Ausstellung in Mailand und Frank- furt, zwei wichtigen ‚Finanzzentren‘, ist das Herzstück eines Netzes, das akribisch zwischen verschiedenen europäischen Städten gesponnen wurde: Unsere Gruppe von „Reisenden“ ist bereit, das Zeitgenössische auszustellen, aber wie wird der Kunstmarkt uns aufnehmen?

Andrea B. Del Guercio:
Die Aufmerksamkeit für die Arbeit junger Menschen beruht auf zwei Faktoren, die zu- sammenkommen: das direkte persönliche und unmittelbare Interesse, das allein von der Freude an der Entdeckung diktiert wird, und das geringe Investitionsrisiko – in je- dem Fall steht der persönliche ästhetische ‚Genuss‘ im Vordergrund. Um das Sammeln junger Kunst zu fördern, ist es notwendig, nach einer ‚Auswahl‘ und Erfassung von Werten neue Wege der Kommunikation und des Vertriebs aufzubauen; die Gewinnung neuer Autor/innen und ihrer Werke erfordert eine hochspezialisierte Arbeit im Vorfeld, die frühzeitig interessante, in die Zukunft projizierte Lösungen erspürt. Parallel dazu befinden sich Sammler/innen heute in der seltenen und ungewohnten Lage, den Kunst- markt selbst zu antizipieren.

Luming Zhang:

Sie arbeiten mit internationalen Künstler/innen und Kritiker/innen zusammen und haben angeregt, die Zweiteilung zwischen West und Ost auf künstlerischer Ebene zu überwinden, Sie haben auch vorgeschlagen, Beziehungen auf der Grundlage des historischen Kulturguts zu knüpfen, um in der Gegenwart proaktiv zu handeln und drängen auf die Umsetzung eines Programms ‚Senza Confini‘ (Ohne Grenzen), an dem ich teilnehmen konnte… Welche sind Ihre Ziele?

Andrea B.Del Guercio:
Der Kreis der Akademien der Schönen Künste in Europa und ebenso derjenige der acht staatlichen Akademien in China sind nicht nur qualifiziert, den Lehrauftrag zu erfül- len, sondern haben seit ihren Anfängen und während ihrer gesamten Geschichte in der Neuzeit bewiesen, dass sie fähig sind, zu handeln, in das soziale Gefüge und in die ästhetische Dimension des familiären Lebensumfelds einzudringen, ganz im Sinne des berühmten Zitats von Fjodor Dostojewski: „Die Schönheit wird die Welt retten“. Wir ha- ben uns mit dieser Ausstellung auch der Aufgabe gewidmet, den neuen Generationen einen Einstieg in den Markt zu eröffnen, indem wir eine breite Palette von Möglichkeiten anbieten. Der Markteintritt einer großen Anzahl von Künstler/innen zu ausgesprochen erschwinglichen Kosten kann eine großartige Neuheit sein und das Entstehen eines tiefgreifend erneuerten Sammelns anregen, bei dem die Preise eine deutliche Neube- wertung erfahren.

Arianna De Stefani:

Also können wir sagen, dass wir uns als aufstrebende Gruppe bewegen. Wie geht das Kunst- system mit diesen Situationen um und wie viel Gewicht und Wert wird diese Ausstellung in Mailand und Frankfurt haben?

Andrea B. Del Guercio:
Das Ziel, das ich mir persönlich gesetzt habe, ist ,politisch‘, beginnt wieder bei den

Sammler/innen und ist von der Gewissheit getragen, über ein ,wertvolles‘ Material – Eures – zu verfügen, das nicht warten sollte, sondern das nur völlig unbeeinflusst über- prüft und sofort in das Gefüge des familiären Lebensumfelds eingefügt werden sollte. Wenn man vom Aufbau einer Sammlung mit Werken junger Künstler/innen ausgeht, die sich noch innerhalb der Akademien und in einer frühen Reifephase befinden, kann man sich nicht an dem marktbestimmenden Bewertungssystem der Auktionshäuser orientieren, das aufgrund der veränderlichen Daten ohnehin tendenziell fragwürdig ist. Francesco Micheli beschreibt ein Klima des Misstrauens, das es schwierig macht, „(… ) wenn man sich dem zeitgenössischen Kunstmarkt nähert, zu unterscheiden, was echte Kunst ist und was nur ein mondänes Ereignis, ein Ergebnis von Werbung und effektiver Inszenierung“ (in Claudio Borghi Acquilini, Investire nell’arte, Verlag Sperling & Kupfer 2013). Das erfolgreiche Event ist in der Lage, „auf eigenen Füßen zu stehen“, um den Beginn der Modernität zu paraphrasieren, wie er im Gemälde „Bonjour, Monsieur Cour- bet“ (1854) von Gustave Courbet dargestellt ist.

Rebecca Chiusa:

Die Künstler/innen präsentieren unterschiedliche Ausdrucksformen, Projekte und Techni- ken, wie werden sie in einem einzigen künstlerischen Ereignis zusammengeführt? Was ist die Rolle der Kritiker/innen? Und was wird sich zwischen Mailand und Frankfurt ändern, da es sich um zwei völlig unterschiedliche Ausstellungswirklichkeiten handelt?

Andrea B. Del Guercio:
Ich werde dir antworten, indem ich einen grundlegenden Bezug – den emotionalen Wert – in die Wahrnehmung der Kunst einführe, sowohl im Hinblick auf ihre vielseitige Be- arbeitung als auch auf ihre expressive und kreative sowie theoretisch-kritische Phase, und schließlich den Genuss. An der Basis jeder Form von Beziehung zur Kunst, also auch der kritischen Tätigkeit und des Sammelns, war der emotionale Wert historisch gesehen vorrangig, und auch in der aktuellen Zeit bleibt die Bedingung des ‚Vergnü- gens‘ – die die Selbsterkenntnis auf ästhetischer Ebene (thematisch und formal) ein- schließt – die herausragende und am weitesten verbreitete Komponente, obwohl ein wachsendes Interesse an finanziellen Investitionen zu beobachten ist. Diese Orientie- rung muss grundlegend sein für eine Markteinführung, um eine breitere Zugänglich- keit zum Kunstsystem und Teilnahme und Besuch von Kunststätten zu ermöglichen. Die Strategien der Kunstkritiker/innen und der Sammler/innen müssen heute wie in der Vergangenheit die zwei Seiten einer ‚Auswahl‘ beinhalten, in der die emotionale Anhaftung an die verkörperte Botschaft mit der Erkenntnis koexistiert, im Werk und in seinem Schöpfer durch die Vollkommenheit des Ausdrucks den symbolischen Wert ei- ner Gesellschaft, einer Epoche, einer kollektiven Kultur gefunden zu haben. Die beiden Komponenten sind schwer zu trennen, aber es spricht nichts dagegen, dem Vergnügen den absoluten Vorrang vor den kulturellen, politischen und philosophischen Motivatio- nen zu geben, die alle die Auswahl mitbestimmen; die Verbindung zu einer Strategie.

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