Staticità e centralità, elevazione e circolarità nella scultura di Iginio Balderi

di Andrea B. Del Guercio

La scelta espressiva astratta di Iginio Balderi presenta i caratteri particolari di un’esperienza che riconosce alla cultura informale una valenza ma che può condur­re, con accorgimenti linguistici molto precisi e controllati, alla definizione di un’autonomia interna quale reale fonte di azione e di intervento linguistico.
Si tratta di osservare questa prima significativa fase di Balderi, strutturalmente fondante per tutto il suo successivo svilup­po creativo, all’interno della specifica­zione ed attribuzione di valore articolato e complesso riconoscibile nella stagione informale italiana, ma anche di tornare a sottolineare l’attiva persistenza ed il con­creto contributo dettato dalla stagione plastica europea posta a cavallo degli anni ’30.
Le diverse altezze, indicative del fram­mento e del manufatto integro, che carat­terizzano la redazione delle ‘Colonne’ sottolineano le ragioni di un’opzione espressiva che intende approfondirne i severi valori su più livelli, sia formali che di contenuto, tra proiezioni nella memoria collettiva e nella sensibilità dell’artefice.
Appare subito incisivo il processo per penetrazione e indagine di Balderi tra i severi caratteri di una figura solida in cui interagiscono il dato certo della staticità e della centralità con le spinte all’ele­vazione ed alla circolarità, per giungere al movimento stesso come esperienza atti­va nell’itinerario della percezione del volume.
La prima redazione in gesso delle ‘Colonne’ è testimonianza di un approccio al soggetto dettato da uno spirito analitico filologico sia di insieme, con affermazione e sottilineatura del valore strutturale e costruttiva del soggetto, sia del particolare, attraverso il disvelamento della traccia e del segno, infine del taglio come ferita e slabbratura della superficie.
Accresce il significato espressivo dell’operazione di Balderi, l’azione di moltiplica­zione del soggetto con diversificazione delle altezze e delle vitalità delle superfici; una scelta mirata alla conoscenza ed alla verifica delle interferenze tra le colonne e di queste con lo spazio e quindi con il nostro itinerario in esso.
Valori diversi per una scultura che si impone attraverso l’installazione, ma che poi emoziona attraverso la sensibilità estrema della redazione e che avvolge carica di antichi e colti umori della memoria ; risultati espressivi per un clima che la fusione e le severe patine del bronzo sono in grado di confermare ma anche di sottolineare e rinnovare attraverso quel grado di incidenza formale più alto, espressione di maggiore vigore rispetto alle trepidazioni del bianco, che caratterizzerà, attraverso le strutture disegnate e costruite, l’articolato ciclo dei ‘Penati’ a partire dal 1964.

 

Annunci