Le Case dell’Arte – Progetto Envie – Milano.

di Andrea B. Del Guercio

Progetto di Alberto Gianfreda

1. Il progetto Envie per l’arte contemporanea si colloca all’interno della cultura decorativa applicata all’architettura residenziale e da questa alla qualità estetica ed al valore etico della vita nella città; lo spirito che ha animato il Bando di Concorso prima ed il successivo passaggio mirato alla produzione diretta dell’arte nel nuovo insediamento abitativo, appaiono fattori di una sensibilità imprenditoriale colta e caratterizzata dalla volontà di recuperare una stretta relazione con la storia estetica del patrimonio edilizio storico. La scelta di installare una componente evidente qual è l’opera d’arte negli spazi esterni e comuni dell’habitat recupera quella cultura dell’arte applicata che ha retto fino all’inizio della seconda guerra mondiale e che si è qualificata attraverso il valore ampio della funzione d’uso specifico delle componenti architettoniche, allargandone la portata al rapporto e al confronto con l’esperienza della bellezza nella qualità della vivibilità quotidiana.

2. La prima fase del progetto Envie ha prodotto presso i giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Brera un’ampia serie d’idee e di proposte, all’interno delle quali sono state individuate quindici soluzioni di maggiore significato estetico e valore tematico-culturale; i progetti ora pubblicati formano una base interessante per andare a produrre attraverso le maquettes mirati approfondimenti plastico-progettuali, in grado di ipotizzare la scelta per una soluzione definitiva da realizzare e installare nello spazio, nella relazione tra i volumi dell’architettura e con la prossima fruizione dei suoi abitanti. Il singolo progetto e l’insieme delle proposte iconografiche, le variabili cromatiche, le soluzioni tecniche ed il diverso impiego dei materiali, rappresentano la testimonianza viva di una creatività contemporanea, permettono al nostro sguardo di conoscere lo stato dei sistemi linguistici e ci introducono al territorio oggi della sensibilità estetica. La natura caleidoscopica di questo volume dimostra l’enorme potenzialità del pensiero dell’arte contemporanea e la ricchezza dello stato della ricerca non più dettagliata all’interno di sistemi artistici rigidi e prevedibili. La curiosità espressiva appare in grado di costruire una fitta rete di relazioni aperte tra il patrimonio tematico individuale e le dimensioni collettive insite ed attive nello spazio architettonico, così che i rischi diffusi d’auto-referenzialità dell’arte e dell’architettura appaiono superati.

3. Sulla base di questi dati specifici e verificati sul piano espositivo e editoriale, è utile porre per la migliore comprensione del Progetto Envie e del suo valore nella cultura della città contemporanea, alcuni punti significativi; la portata di quest’esperienza progettuale non può essere, infatti, riferita esclusivamente al contesto esterno, allo spazio ed alle funzioni estetiche negli ‘spazi comuni ’ ma si proietta in continuità storico-metodologica all’interno stesso dell’architettura e fin dentro la ‘casa’ abitata. Non sfugge alla storia della decorazione le relazioni di stile, le fratture e l’innovazione delle forme dell’arte e dei suoi sistemi linguistici, tematico-culturali e tecnico-strumentali, nel rapporto interno-esterno, tra facciata e decori, tra balconi e ringhiere, tra portone, portoncini e porte d’interno fino a raggiungere la cultura artistica negli arredi e nelle opere. Anche in quest’ottica mirata tra esterno e interno, il progetto e l’esperienza, si riapre nella stagione contemporanea una nuova fitta rete di rapporti, troppo a lungo abbandonati; sin dalla stagione della ricostruzione post bellica, caratterizzata da una diffusa perdita di relazione con il sistema dell’arte, di scissione e abbandono del confronto con i processi espressivi della contemporaneità. Riaprire la relazione tra arte e architettura nella cultura della città, predispone e suggerisce un ritorno d’attenzione più ampio all’idea di una Casa dell’Arte e da questa agli Interni d’Artista.

4. Ancora il patrimonio storico dell’architettura ci racconta del patrimonio della storia dell’arte dove centrale per ogni stagione estetico-culturale si pone il concetto di ‘casa’, di luogo delle funzioni vitali più intime e significative per la storia sociale e il suo sviluppo; un percorso che vede nell’habitat privato, tra esterno ed esterno, la necessità iconografica della testimonianza e del racconto, l’esperienza della decorazione, la ricerca del bello, il gusto che matura nella bellezza.
Un percorso ed una storia che si riconosce nella casa, che collega la grotta di Lescaux a Palazzo Pitti, che unisce la tenda indiana alla piramide egizia, che si esprime attraverso la Casa di Dio e quella degli uomini; un tracciato tutto fatto d’abitazioni divenute Case Museo, di case contadine divenute Case Museo del mondo contadino, oggi grandi Musei ma ieri Castelli, Palazzi e ancora case con cortili, scale che aprono su abitazioni, facciate decorate che prevedono stanze arredate dall’arte che gli è stata contemporanea.

5. I processi espressivi dell’arte contemporanea hanno dedicato specifici approfondimenti e insistita attenzione all’esperienza della casa, ai suoi valori e funzioni, alla sua storia, alle sue origini antropologiche ed alla sua attualità; volumi e strumenti, moduli costruttivi e oggetti d’uso, apparati simbolici, racconto e narrazione per immagini all’esterno ed all’interno, dagli spazi comuni a quelli privati, sono la realtà caleidoscopica della casa, soggetto di ricerca e territorio d’esperienza per la creatività dell’arte.
Su questo terreno e sin dalla stagione in cui ogni evento espressivo si esauriva nella propria sfera progettuale e nei suoi contenuti concettuali, ho sostenuto la necessità di mantenere e sviluppare un rapporto di continuità con i fattori e le funzioni d’uso interno e caratterizzanti le relazioni tra Arte e Vita; nello specifico di questo intervento editoriale, mi sono sempre proposto di lavorare all’interno del ‘sistema casa’, di vedere l’azione espressiva in relazione e in aperto confronto con le sue funzioni, con le pratiche di vita quotidiana al cui interno l’esperienza estetica ha storicamente un ruolo e una responsabilità sulla qualità del vivere, sul senso delle relazioni umane.
Rispetto alla stagione espositiva tesa a collocare l’arte nella condizione confinata nell’asetticità del Museo, si tratta di rilanciare e riscoprire l’esperienza dell’opera accanto a quella del libro; dalla collezione d’arte nella casa alla libreria nell’appartamento,ma anche promuovere l’azione artistica dentro la Casa ed intorno al Palazzo; un percorso che attraverso l’arte arricchisce la Casa e l’intera Città.

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