Domenico Lo Russo

Andrea B. Del Guercio

Firenze, Maggio 1988

Il ciclo di grandi ritratti che troviamo alla base di questa Mostra, sancisce una svolta nel percorso espressivo di Domenico Lo Russo, caratterizzato per lunghi anni dalla manipolazione creativa della xeroradio­grafia, e quindi da una frequentazione attiva di un’area di ricerca e di sperimentazione dei linguag­gi visivi prodotti da tecnologie avanzate.
La ripresa della pittura quale strumento antico e la soluzione figurativa giungono nel momento di un reale esaurimento di tutti quegli aspetti di procedura artistica propri della xeroradiografia; ma si deve constatare che è dal significato più profondo di questa complessa esperienza che muove i suoi passi e si afferma con incisività questo nuovo ciclo suggerendo nuovi sconfinamenti espressivi.
L’attuale fase pittorica necessita, in quanto “svolta”, di un rapido riesame della personalità dell’artista e dei caratteri della sua avventura nel mondo dell’arte; un percorso caratterizzato da una volontà di comunicazione venuta qualificandosi nella direzione della ricerca e dello svelamento di essenze segrete della storia dell’uomo, inteso nel senso etnografico ed antropologico, nelle risolu­zioni psicoanalitiche e nelle strutturazioni anato­miche, e con esso delle infinite componenti dell’habitat.
L’uso della xeroradiografia, quale strumento di ricerca e di analisi scientifica, ed applicata nel caso specifico da Lo Russo all’indagine medica, corrispondeva perfettamente ed esaltava con ap­propriazione da parte dell’artista, di informazioni e di esperienza culturale ed estetica, una volontà creativa tesa allo svelamento, proiettata oltre le superfici accomodanti della realtà.
Il segreto nascosto sotto la pelle, impresso tra le pieghe della struttura, indecifrabile sulla super­ficie specchiante dello sguardo, è l’irraggiungibile oggetto della ricerca di Lo Russo protratto lungo soluzioni espressive tanto diverse e che anche in questo ciclo si riconfermano incisivamente corri­spondenti al tema perché maturate nella ricerca e nell’esperimentazione.
Non sarà necessario al lettore di questo ciclo il recupero di tutta una letteratura critica dai risvolti subito gratificanti ed emotivamente generosi, in quanto dovrà riconoscere il senso di umanità, l’interiorizzazione e la riflessione sul dolore e l’in­cubo, dall’esercizio responsabile della scienza, dai risultati della ricerca e della sperimentazione che si stampano nella memoria fino a diventare nella quantità una materia unitaria e profondissima.
Solo alla luce di questa analisi e di quanto da questa si può rilevare allora probabilmente ogni grande ritratto apparirà nel suo toccante significato.

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