Claudia Desgranges. Il colore “trascinato”, la luce “dilatata”.

di Andrea B. Del Guercio

Lugano, Five Gallery, 2017

Un bianco abbagliante si distribuisce perfettamente all’interno dello spazio-studio di Claudia Desgranges avvolgendo ogni angolo e mettendo in risalto le presenze policrome alle pareti e le carte e i libri d’artista ancora in fase di redazione; da un unico alto soffitto ricade una luce frutto delle diverse relazioni tra quella naturale e quella elettrica, predisponendo un’atmosfera di totale isolamento. Escludendo ogni esterna distrazione, la lettura si concentra sulla relazione tra gli strumenti del lavoro, i materiali di supporto e le opere, quelle ancora in fase di redazione e quelle perfettamente completate; la fruizione estetica dell’opera di Claudia Desgranges si articola attraverso precisi e mirati spunti, tra indirizzi linguistici e ambiti di intervento, si auto-rinnova negli anni seguendo un percorso sperimentale progressivo e costante, sistematico e mai improvviso. Il bianco e il colore sono gli essenziali dati che contrassegnano lo spazio architettonico dello studio per poi riconfermarsi perfettamente quale valore di metodo linguistico lungo il percorso museale ed espositivo; anche negli spazi privati appare fondamentale rispettare il rapporto tra la centralità dell’opera e lo spazio ospitante, evitando interferenze eccessive, con l’obiettivo di raggiungere un vero e perfetto equilibrio; la caratura espressiva delle opere di Claudia Desgranges è infatti talmente chiara e nitida, mai casuale ma frutto di un equilibrio accuratamente condotto, che la definizione dello spazio di installazione appare determinante per la sua piena e corretta fruizione.
In questo quadro anche la scelta di un supporto estremamente rigoroso e minimale, industriale e non artigianale, quale è l’alluminio appare un fattore che induce ad isolare l’opera dal contesto, a separarla dal muro permettendogli di imporsi sullo spazio, di assumere una funzione strutturale indipendente; il foglio metallico, quale supporto privilegiato che sostituisce da tempo la tela, ospita i processi di comunicazione visiva articolandosi tra la dimensione geometrica del frammento e quella compositiva di porzioni diverse, scegliendo sia l’orizzontalità che la verticalità, esplorando la successione dei diversi piani. Questi primi dati indicano quanto il colore, avendo assunto un ruolo centrale negli interessi e nella sperimentazione di Claudia Desgranges, abbia potuto raggiungere un’ulteriore e specifica valenza espressiva; attraverso la perfetta definizione di un sistema di ‘scrittura cromatica’ , grazie alla combinazione tra supporto e strumenti, tra le dimensioni e gli spessori, il colore ottiene la condizione ottimale per comunicare alla sensibilità estetica ancora quelle nuove aree e i valori che gli sono propri, che sembra in grado di rinnovare costantemente. Il colore è infatti ‘trascinato’ lungo l’estensione della superficie di alluminio, non diluito né gettato, così che possa lasciare tracce della dimensione materiale e una scia della sua natura; il colore si distribuisce sul piano per essere condotto da una mano attenta e sicura verso l’estensione e la dilatazione delle sue specifiche qualità. Questo procedere contrassegnato da pennellesse a pettine sembra ‘sfibrare’ la composizione del singolo colore, al fine di far risultare pienamente la sostanza psicologica di una natura luminosa. Un procedere che Claudia Desgranges sposta dalla superficie rigida e fredda dell’alluminio a quella assorbente e calda della carta; parallelamente infatti il lavoro artistico si trasferisce nell’ambito antico del foglio e nella insistita realizzazione di grandi libri d’artista; rispetto ai processi condotti all’interno della rigorosa struttura del supporto metallico, il vasto ambito delle Collezioni di Libri e di Carte sembra moltiplicare ed allargare la dimensione liberatoria dell’azione espressiva, rivela un’esaltazione dello stato di leggerezza senza alcuna perdita di preziosità e conferma uno stato di eleganza. Il rapporto estetico in perfetto equilibrio tra alluminio e carta si rivela nel luogo del lavoro creativo, predisponendosi a contrassegnare gli spazi espositivi e le collezioni private attraverso il contenuto vitale del colore, frutto di processi analitici condotti con grande sensibilità.
Ho potuto ripetutamente osservare come al variare delle dimensioni negli spazi espositivi corrispondano tre distinte e indipendenti risultanze espressive, con soluzioni di percezione diverse; se la tendenza installativa sembra prediligere l’orizzontalità attraverso un processo compositivo modulare, spesso anche molto esteso, quindi con risultati spettacolari molto intensi, le soluzioni verticali, forse più rare, si impongono sullo spazio entrando in uno stretto rapporto con lo sviluppo architettonico; una diversa soluzione organizzativa contrassegnata dalle relazioni tra diversi brani pittorici per forma e dimensione, apre verso l’esperienza linguistica del ‘racconto per immagini’ ed introduce la percezione personale nel territorio del confronto emozionale.
Il patrimonio artistico elaborato da Claudia Desgranges in questi anni vede un significativo numero di soluzioni espositive museali; la documentazione fotografica segnala soluzioni caratterizzate da diversi indirizzi progettuali a cui si collegano esperienze che, portandosi sull’esterno e in rapporto alle funzioni d’uso dell’architettura, offrono nuovi spunti di interesse e suggeriscono ulteriori possibilità di applicazione. Andando a interagire attraverso il colore sulla pavimentazione urbana così come sulla verticale di una vetrata edilizia, l’artista vede la realizzazione di una natura e di un impegno espressivo costruito su un grande rigore interiore determinato a comunicare tutta la vitalità del singolo colore ma anche la ricchezza delle soluzioni lungo i possibili processi di contaminazione e sviluppo nello spazio.

In allegato trovate il catalogo della mostra.

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