Ferdinando Moneta

moneta

di Andrea B. Del Guercio

1994

II lavoro che Ferdinando Moneta propone, documentato da questo strumento editoriale organizzato graficamente in termini “cinematografici” e obbligatoriamente in movimento anche per il lettore, appare nitidamente fondato su una cultura estetico visiva progettuale, caratterizzante la stessa intera sua produzione. Ma nello specifico questa iniziativa, che possiamo già definire estrema, pone in evidenza la determinante componente gestuale autocomunicante insita nell’atto creativo; Moneta appare direttamente impegnato nel confronto vitale, attraverso lo srolotamento e le sinuosità della flessibilità, con un foglio di acciaio di fine spessore e quindi in un rapporto di aperto confronto e controllo autocontrollo con i dati flessibilità e leggerezza, forza e intensa tensione del materiale di supporto, da tempo al centro della sua attività espressiva. Assistiamo ad un confronto diretto in cui l’artista appare elemento propulsore, rilevatore attivo di una concezione della scultura come movimento comunicante di forme, di suoni, di luci. Un clima espressivo presente all’origine delle maquettes studiate per gli spazi pubblici e quindi positivamente verificato nella ” grande installazione insediata nel parco Forlanini e nitidamente percepibile dal viale omonimo, dove il ruolo di stimolazione, qui interpretato dallo stesso artista, viene affidato ad elementi esterni, quali il vento, la pioggia, il sole; dato in grado di sollecitare il materiale di supporto in grande estensione verso la produzione ancora di forme, di suoni e di luci.
Ma il carattere documentaristico di questa rappresentazione particolare è ulteriormente indicativo della concezione di Ferdinando Moneta di un fare scultura anche come fatto temporaneo, di un porre un manufatto solido, l’acciaio, al centro di una condizione di estrema libertà, senza incorrere nella preclusione di una chiara incisività espressiva. Scultura come performance, “Scultura ideale temporanea in spazio non casuale” come messa a punto di processi di redazione in grado di qualificarsi quale atto estetico.

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