Herbert Mehler

mehler

di Andrea B. Del Guercio

Lugano, Five Gallery, 2015

tratto da: Scultura. Opere per l’architettura

La scultura della perfezione

Si pone in uno stato di perfetto ed esemplare equilibrio tra la condizione di rigore e lo stato di creatività, la cultura scultorea di Herbert Mehler; ogni singola opera e l’intera produzione distribuita e documentata nello spazio aperto, il volume e la grande dimensione, l’estensione del diametro e la proiezione in verticalità, la linearità e la superficie espansa, segnalano il raggiungimento di un patrimonio stabile in grado affermare le proprie qualità attraverso la relazione e il dialogo con la dimensione spaziale dell’architettura e intercettare la percezione estetica.
Alberi e fiori, piante grasse, steli e boccioli, semi e frutti appaiono rivisitati rispetto alla forma originaria attraverso un processo analitico rintracciabile nella prassi di un dettagliato sguardo rinascimentale, seguendo un processo indipendente dal naturalismo, pronto a selezionare per riduzione, al fine di raggiungere la forma ideale ed il suo trasferimento in una diverso livello della ricerca formale e della progettazione applicata. Dopo aver raggiunto e acquisito l’icona formale esemplare, dopo averne consolidato la conoscenza e il valore percettivo-simbolico, Mehler adotta un processo espressivo in cui estende la scala dimensionale dell’opera qualificandola attraverso il costante rigore di una struttura contrassegnata stabilmente attraverso la relazione tra l’unità del volume e la linearità lamellare delle superfici.
Nascono nuclei di materia inattaccabili, costruiti sull’unità interna, pregni dell’energia interiore dell’acciaio ‘corten’, in grado di imporsi enigmatici sullo spazio; ogni opera, ogni volume avvolto da una patina uniforme, che sia la ruggine in superficie dell’acciaio, la preziosità dell’oro o l’inedita monocromia accesa dei viola, propone una comunicazione monolitica silenziosa, suggerisce una percezione totemica intensa. Di fronte al fare artistico di Mehler si avverte la duplice valenza espressiva dell’opera singola, con un valore estetico testimonianza di una immersione nell’intensità della solitudine, e dell’articolazione installativa di più opere monumentali in grado di rileggere la forza di un paesaggio desertico, di un giardino zen, di una metropoli sperimentale proiettata nel futuro.
Natura e scienza, origini e primordi che si confrontano con la tecnologia, emblemi della forza del silenzio e testimoni dell’energia della solitudine, si impongono sullo spazio dell’architettura attraverso le opere di Herbert Mehler.

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