Scultura. Opere per l’architettura

 

di Andrea B. Del Guercio

Lugano, Five Gallery, 2015

Scultura. Opere per l’architettura
Pietro Coletta, Vittorio Corsini, Antonio Ievolella e Herbert Mehler

Trentanove anni fa usciva il primo numero di ‘Scultura’, la rivista voluta da Eva Pollano per dare ulteriore peso e allargare il valore espresso dalle attività della Galleria Stendhal di Milano: “con l’ambizione di stimolare ed accrescere gli interessi per la Scultura Moderna e Contemporanea, sicuramente meritevole di riguardi molto maggiori e più costanti di quelli troppo tiepidi e saltuari che in genere le vengono ancora riservati”. A quella significativa esperienza teorico-critica ed espositiva, già contrassegnata da un diffuso impegno progettuale, posto sia all’interno che all’esterno del volume scultoreo, si collega l’intervento installativo di quattro autonomi manufatti proiettati nelle relazioni con l’architettura d’interno, con evidenti riferimenti alle funzioni d’uso private, per poi indicare risultati innovativi nel contesto ambientale.
La natura costitutiva della scultura contemporanea ha maturato il proprio sviluppo sulla base di forme di aggregazione e di relazione tematiche provenienti in maniera sempre più determinante dall’esterno dei processi intimistici, configurandosi per aggregazione di forme rappresentative del pensiero depositato e del giudizio condiviso. Non più quindi una scultura che opera sullo spazio, che si allarga dal volume alla superficie, che divarica la propria intimità narrativa verso l’esterno, ma frutto composito di forze tematiche, interferenza di diverse aree esperienziali; problematiche spesso complesse frutto della testimonianza, indicazioni provenienti dalle necessità, ma anche suggestioni affettuose, dinamiche di relazione familiari.
L’artista della scultura, colui che opera sull’aggregazione specifica e l’accumulo simbolico dei materiali, calato nel contesto polifonico dell’esistenza, tra le radici della sua storia e l’inedita apparizione dell’immediata realtà, si trova ad includere nell’opera non solo il patrimonio tematico-collettivo, ma anche le diversificabili questioni della percezione. La stessa percezione della scultura necessita oggi non più dell’isolamento dell’opera ma della sua contestualizzazione ambientale. La stagione di una fruizione asettica dell’arte, disgiunta dalle dinamiche proprie delle realtà collegate, appare ampiamente sostituita da una cultura dell’arte in cui l’affermazione dei valori raccolti e racchiusi nell’opera, frutto originario dell’esperienza creativa, è propiziata dai processi di confronto, dalle forme di rapporto in cui l’opera è collocata.
Lo spazio dell’architettura con le sue valenze di contenitore e di sviluppo verso il contesto urbano, rappresenta non solo un ritorno di corrispondenza con il patrimonio storico dei palazzi e delle piazze, ma un terreno tematico di lavoro, una condizione di arricchimento del fare e dello stesso percepire; si deve intendere in questo ambito un’architettura che a sua volta deve essere letta e utilizzata dall’artista attraverso la combinazione tra la fruizione e la funzione d’uso.
La natura della scultura contemporanea, acquisite le componenti problematiche che si raccolgono all’interno dello sviluppo che unisce la ‘casa’ alla ‘città’, diventa strumento variabile di ricezione e di comunicazione, di aggregazione plastica prima frutto delle esigenze e quindi indicatore delle necessità del pensiero nella frequentazione e nell’impiego dello spazio, individuale e sociale.
L’istallazione delle ‘Opere per l’Architettura’ di Coletta, Corsini, Ievolella e di Mehler, si avvale di uno spazio abitativo privato, rapportabile alla qualità della quotidianità, con l’obiettivo di costituire una realtà non solo espositiva, ma in prospettiva simbolica, un’oggettiva forma di interpretazione dell’esistenza, un ‘Interno d’artista’ esportabile nel tessuto connettivo delle nostre abitazioni.

In allegato trovate il catalogo della mostra.

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