Tommaso Cascella

cascella

Andrea B. Del Guercio

Firenze 20/1/1988

Le ragioni che muovono questo intervento dedicato all’ope­rare di Tommaso Cascella sono da rintracciare all’interno di una attenta osservazione e valutazione dell’articolato paesaggio arti­stico contemporaneo. È il caso di ricordare che promuoveva que­sta indagine tra. personalità collocate all’interno di diverse linee di tendenza nel percorso storico definibile tra la fine degli anni ’30 e fin nella più immediata attualità, l’esigenza di rintracciare una linea espressiva che, crescendo ed arricchendosi attraverso contributi interdisciplinari, collettivi ed individuali, lungo lo svol­gersi delle stagioni creative, risultasse in posizione di centralità, cioè sede rappresentativa di aggregazioni e consonanze (in Astrazione Ediz Essegi ’86). Alle radici della ricerca e dei suoi ri­sultati teorici, un lavoro mai concluso ma costantemente caratte­rizzato da aggiornamento, osservata la natura vitale di detta ma­teria, pongo da tempo la necessità che il luogo di incontro tra at­tività critica ed artistica recuperi quella scientificità che anche una materia contemporanea include ed esprime. Nell’una come nell’altra componente del sistema dell’arte, scientifico è l’atto ed i risultati del responsabile e verificabile incontro della coscienza creativa con il percorso storico dell’arte; da questo rapporto dipende una reale condizione di autonomia dell’artista ed una reale incisività dell’opera, ed è all’interno di tutto ciò che è venuta maturando e sviluppando la personalità di Cascella e la sua ric­ca produzione.
La storia artistica di Cascella è stata infatti caratterizzata da una condizione di naturale autonomia grazie alla coscienza di un deposito culturale e visivo contemporaneo e quindi ad una sua frequentazione costante e responsabile, priva di prassi citazioni­ste ma in forma di acquisizione di esperienza.
Una condizione di autonomia e quindi la maturazione di valo­ri individuali che solo nelle ultime stagioni appare in fase di diffu­sione come presa coscienza e filologica concentrazione su tutte le componenti specifiche dell’opera e quindi di tutti i suoi colle­gamenti e rimandi al brulicante mondo delle immagini ed ai suoi infiniti significati.
Di fronte a questa maturazione i tentativi di costituire assetti strategico-teorici e quindi di piccoli gruppi appaiono generalmente con valore di copertura di incertezze di fondo per le diverse componenti coinvolte.
Qualifica quella condizione di costante autonomia creativa di Tommaso Cascella un particolare dato rintracciabile nella vasta bibliografia; da questa appare un qualificante rapporto di affi­nità tra il fare artistico e la cultura letteraria e della poesia; raffinate edizioni si fondano infatti sulla interrelazione tra comunica­zione scritta e visiva, ma dove per ognuna sono indipendenti gli spazi di intervento. In nessun caso le due forme espressive subi­scono limitazioni dalla convivenza sullo stesso spazio ed in par­ticolar modo il segno pittorico, ora lirico ora vivace e contrastato, mai appare impegnato in un atto illustrativo e descrittivo, ma matura tra le diverse sollecitazioni del testo in piena libertà.
Alla sonorità del verso, segnale di affinità anche con il mon­do della musica a cui dedica precisi interventi pittorici, alla forza evocativa del racconto ed alla produzione di nuove immagini corrisponde il senso profondo della cultura pittorica e globalmente artistica di Tommaso Cascella; di sensibilità letteraria appare in­teramente intessuta la sua produzione, dai grandi quadri ai libri rari, dalla miriade di appunti, disegni, acquerelli alla grafica.
In ogni soluzione anche la stesura di un colore uniforme è animata da superfici manipolate e plasmate tra spesse carte, brandelli di legno, grumi di sabbia; il tratto gestuale, ora intrec­ciato ora isolato, con l’intensità di una dichiarazione assoluta, della denuncia e di una ulteriore sua sottolineatura, fanno nell’u­nità dell’opera la grammatica della sensibilità pittorica di Cascel­la, animata e vitale, attiva e curiosa, carica di lucida istintività.
Tra le diverse componenti insite nella grammatica visiva dell’artista, che abbiamo osservato in perfetto rapporto ed esalta­zione di una volontà espressiva ricca di sfumature, e quindi con valore di personalissima introduzione all’interno di lontane origini rintracciabili nel complesso di valori e contributi insiti nella sta­gione dell’espressionismo astratto, quindi tra le origini ed i suoi diversi sviluppi, osservo una atmosfera ricca all’infinito di segnali che possiamo definire ‘mediterranea e solare’.
Questo importante aspetto qualifica e caratterizza l’introdu­zione nel discorso di quella straordinaria stagione americana, che colloco all’origine di quella ‘centralità’ espressiva e che defi­nisco ‘astrazione’; in questi termini l’espressionismo-astratto non appare una citazione in quanto ad esso si consegnano intat­ti i valori diversi racchiusi e sviluppatasi, ed ancora indicare l’in­cisiva vitalità di una esperienza creativa costantemente rinnovata nella sua grammatica. Nell’opera di Cascella si rileva infatti il superamento per via di una concettualizzazione del fare pittorico dell’antica tenzione del ‘segno’ e del ‘gesto’ ed il conseguimento di una pittura sempre più pura emozione.
L’introduzione nel discorso di una atmosfera mediterranea, con la ricchezza culturale del suo significato, con la varietà dei suoi sapori e dei suoi suoni, tra le tracce della storia e delle rivi­sitazioni, ha il valore di un contributo nuovo nella storia comples­siva di una straordinaria area espressiva, e soprattutto in rapporto a precedenti apporti europei ed italiani.
Da un terreno tanto ampio, emozionalmente ricco, Cascella, trae l’unità qualificante del suo intenso lavoro; sono colori caldi che si raggrumano e si fanno antica materia, solcata da tracce e lingue diverse ed oggi impresse in una memoria collettiva che solo per via di attenta sensibilità riusciamo ad interpretare.

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