Mimmo Roselli – Tracce

mimmo-roselliitalienishe-positionen-der-gegenwart-1-1994-1995

di Andrea del Guercio

1993

Nella mia storia critica, e nella specificazione italiana e contemporanea un posto di rilievo assume l’attività espressiva di Mimmo Roselli; non si tratta di un confronto culturale occasionale, ma di una frequentazione costante verificata passo dopo passo direttamente ,sulle opere, sui pigia piccoli appunti e disegni fino ai grandi cicli pittorici e alla ricca esperienza di afresco ‘inteso come pittura nel sociale.
Questa breve premessa vale non sola come dato specifico o di riferimento a Mimmo Roselli, ma come prassi critica che ritengo sempre più necessaria perché questo mestiere non sia solo. informazione, ma impegno culturale.
1. In questa prospettiva ritengo utile ricordare che i.risultati espressivi di questi anni sono la conseguenza di un’intensa esperienza tesa a conseguire una grammatica ed un vocabolario nitido e rigoroso; si è trattato di un percorso pittorico “in togliere”, cioè che voleva azzerare il policromatismò e 1a proliferazione del segno per tornare a costruire il racconto visivo sulla liquidità e nebulosità,. ed ancora raccogliersi nell’incisività della linearità. Operare aveva il valore ‘maturo di tentare una strada pittorica che non gratificasse l’emozione ed il desiderio narrativo, ma che fosse sede di confronto, attimo d’immediatezza il segno gestuale e abbandono prolungato, senza confini le distese per spugnature monocrome.
2. La luce si distribuisce, a seconda delle caratteristiche cromatiche del giorno, provendo dall’alto del lucernario nello studio dell’artista sopra Firenze,sul grande tavolo è quindi sulle tele e sulle carte .Nel chiarore uniforme della luce diffusa e della carta, un segno veloce attraversa lo spaio bianco senza ripensamenti;non si tratta di un segno violento, astratto ed espressionistico, non ha i caratteri di una calligrafia, ma l’intensità ed il valore. concettuale del rinascimentale confine, del solco e del tracciato fino alla linea dell’orizzonte. La linea, le linee incise nella tela,la graffite sulla carta sono dati che costruiscono lo spaio e lo predispongono al racconto, ad­ una frequentazione astratto naturalistica propria del piacere della memoria.
Nei dieci centimetri quadrati dei piccoli blocchi di appunti ai grandi fogli Roselli porta i suoi segni in breve numero frequentemente in posizione parallela, sempre evitando conflittualità

; sono segni scanditi, impercettibili secondo ragioni segrete come la poesia che si .pub solo per sensibilità percepire nella lettura e qui nella fruizione visiva. Nelle grandi tele il segno è un’incisione diretta, al limite della ferita di Fontana , ma che si allunga appena morbida vicina al dorso delle colline subito di. fronte all’occhio paesaggistico dell’artista ; un’ incisione lineare quindi qui più dichiarata ed appena vigorosa in quanto viene a svolgere il ruolo , oltre che di scandire lo spaio e quindi predisporre il racconto, di svolgere strutturalmente i1 ruolo tecnico espressivo di raccolta e sottolineatura della liquidità cromatica. L’incisione, vedremo non essere soltanto un segno narrativo, ma un dato linguistico centrale alla cui affermazione visiva interviene indispensabilmente la luce diffusa che scende dall’alto e che si configura per liquidità monocromatica.
3. Alla riduzione della struttura descrittiva per brevi segni ha corrisposto un processo di azzeramento delle tensioni espressive del colore con selezione di un’ impalpabile materia .liquida, avvertibile come nebbia e appena difforme superficie epidermica. Il segno è avvolto sulla carta da una materia liquida che si distribuisce senza grumi ed il cui ruolo è uniformare, smussare l’emozione,lasciare che la nostra percezione, lo sguardo e la sensibilità si.perdano in essa. Nelle tele la pittura è similarmente portatasi distende e si distribuisce si viene a raccoglie nel solco tracciato, rinforzando, quindi se stessa e l’incisione. L’impalpabilità qui è sostituita dalla presenza fisica di una. materia intensa e ricca di valori emozionali; l’opera pittorica si fà parete, sede della, comunicazione, superficie incisa, ma anche spazio del fluire del tempo, inscrizione della memoria senza contorni, dove, il valore astratto che si ricostruisce nella sensibilità.
Il processo e procedere espressivo di Roselli, sostenuto nitidamente dalle mirate soluzioni tecnico-visive, è da tempo una maturata esperienza in grado di configurarsi ed assumere forme di uno sviluppo inarrestabile, simile ad un mare-materia che si allarga e si distribuisce, che si sovrappone e si distende.
Il segno inciso e la materia cromatica vengono a consolidarsi stabili nelle superfici murarie affrescate ed ancora ad avvolgere e farsi materia assumono ruolo nello spazio ed il peso di un volume solido, oggetto tridimensionale nella realtà.

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Mimmo Roselli, “Officium”, Chiostro di S. Salvatore al Monte, Firenze, 1995
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