Ich bin hier ! – Sessantasette foto-ritratti, libri e video d’artista,un documentario

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di Andrea Del Guercio

Fondazione Mudima, Milano, 19 maggio, 2016

All’origine del processo espressivo che ha dato configurazione ai fotogrammi di Andrea Sartori qui pubblicati sta la pagina web rispondente al tema iconografico dell’autoritratto; circa duecentocinquanta studenti, potenziali artisti delle diverse grammatiche visive, raccolti ordinatamente nell’Aula Teatro di Brera, si trovarono per alcuni lunghi minuti di fronte al ribaltamento della loro immagine nella popolazione artistica, anch’essa ordinata della schermata proiettata da Google.
Al singolo volto del giovane ed al loro stare raccolti insieme per regolari file di sedie rispondeva uno ‘squadrone’ compatto che ha fatto la Storia dell’Arte, un sistema di ‘fototessere dipinte’ che hanno animato la storia del fare dell’arte, con le sue emozioni e i suoi drammi, tra sviluppi entusiastici e solitudini sconsolate, tra l’indipendenza autobiografica del Maestro e l’anonimato di un esercito di artisti rimasti nell’ombra.
All’indefinita sensibilità di un giovane rispondeva l’autorità di un volto noto, alla creatività che si deve ancora esprimere si opponeva chi la propria storia l’ha detta, allo stare nel presente rifletteva una storia che, abbandonando la cronologia, si riportava alla contemporaneità attraverso l’atto rigenerante della fruizione sensibile.
Volti che guardano altri volti, occhi che si scrutano e si interrogano nel silenzio irreale della grande aula.
Quella che doveva essere la prima lezione del nuovo Corso di Storia dell’Arte Contemporanea, si era trasformata in un ‘corto circuito’ in cui gli sguardi producevano la babele linguistica del colore e del disegno, le materie e le esperienze umane, le battaglie e le umiliazioni, i successi e la disperazione.

” …Giovane artista,cerchi un soggetto? Tutto è soggetto,il soggetto sei tu; lo sono le tue impressioni, le tue emozioni di fronte alla natura. E’ in te stesso che devi guardare, non al di fuori di te.”
Eugene Delacoix

 

The origin of the expressive process that has given configuration to Andrea Sartori‘s frames (which are published here) is the web page based on the iconographic theme of the self; about two hundreds fifty potential artists of different visual grammars, collected neatly in the Brera Teatro Hall, found themselves for some long minutes in front of the reversal of their image in a sort of artistic population, correlated itself to the screen projected by Google.
On the one side the single faces of those young people sitting together on regular rows, on the other one a compact ‘squadron’ that made the History of Art, a system of ‘painted passport photos’ that animated the history of the making of art, with its emotions and its dramas, between enthusiastic developments and a disconsolate feeling of loneliness, between the autobiographical independence of the Master and the anonymity of an army of artists remained in the shadows.On the on side the indefinite sensitivity of a young man, on the other one the authority of a familiar face, the creativity that has yet to develop opposed to somebody who had already told his own story, to stay in the present was reflected into a history that, abandoning the chronology, was becoming contemporary through the regenerating act of a sensitive use of art. Faces that look more faces, eyes that stare and wonder in the unreal silence of the great Hall.
What was to be the first lesson of the new course of Contemporary Art History turned into a ‘short circuit’ in which the looks produced a babel language made of color and design, materials and human experiences, battles and humiliations , success and despair.

” … Young artist, are you looking for a subject? Everything is subject, the subject is you; I am your impressions, your feelings in front of nature. You have to look in yourself, not outside of you.”
Eugene Delacoix

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